Tralascio il mio giudizio sull'opportunità di tale mossa, in quanto non sono affari miei.
Debbo però notare che, come era ampiamente prevedibile, in poche ore si è scatenata la cagnara mediatica.
Repubblica ha dapprima messo in campo il direttore e l'ispettore capo.
Poi sono partiti i commenti dei politici di parte, più la Fnsi e l'Odg, tutti ovviamente scandalizzati.
Infine il più classico degli appelli democratici a favore della Libertà di Stampa, a firma dei tre Tenori Repubblicones, che così inizia:
"La citazione in giudizio di Repubblica è interpretabile solo come tentativo di ridurre al silenzio la stampa, di anestetizzare l'opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni..."
Tutto bene, tutto normale. Se non fosse che, al contrario, non una foglia si era mossa, non un appello era stato lanciato quando, non più di due mesi fa, il querelante era stato il Lider Maximo e il querelato Il Giornale.